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sabato 21 gennaio 2012

Cineforum: " La crisi dalla A alla Z"

I Giovani Democratici della provincia di Sondrio in collaborazione con Nicola Curtoni, sono molto lieti di annunciarvi e invitarvi al cineforum sulla crisi economica che si svolgerà in data 27/01/2012 ore 20 e il 10/02/2012 ore 20 presso l'aula magna della scuola Ambrosetti a Morbegno.
Perchè un cineforum sull'economia? Perchè sono stanco di saltare le prime 20 pagine del Corriere della Sera ogni volta che lo compro. Spread, BCE, titoli bancari ect ect, sono per te più arabi delle regole del Curling? Forse non giocheremo mai a quello strano sport nordico ma sicuramente capire un pò di economia ci aiuterebbe a essere più consapevoli, e quindi a correre meno rischi. Joint us!

Nel primo incontro proietteremo "Wall Street" di Oliver Stone, il film culto degli anni '80, con un enorme Micheal Douglas che gioca con numeri, quotazioni in borsa, persone con l'aggressività e la disinvoltura di un vero cane rabbioso, uno spietato Brokers/Yuppie. Un film manifesto che denuncia un sistema finanziario insensibile alle vere necessità della nazione; l'etica della ricchezza oscura tutte le altre. A metà tra action movie, per la frenesia degli eventi, film drammatico e documentario agghiacciante, un film straordinario e godibilissimo.
Nel secondo incontro invece si visionerà "Inside job", documentario del 2010 prodotto, scritto e diretto da Charles Ferguson,
che va a caccia dei colpevoli e di quelli che hanno provocato la crisi finanziaria mondiale del 2008-2010. Vincitore dell'Oscar al miglior documentario nel 2011.

Vi aspettiamo numerosi!


giovedì 23 settembre 2010

Amici Studenti Siamo con Voi ..! A sostegno del Vostro Sciopero...

I Giovani Democratici, organizzazione giovanile dove, assieme alla maggioranza universitaria, militano anche studenti delle superiori, intendono comunicare tutto il loro sostegno e la loro solidarietà agli studenti valtellinesi e valchiavennaschi che hanno organizzato ieri, giovedì 22 settembre 2010, uno sciopero collettivo a Sondrio.

Difatti, la situazione degli istituti valtellinesi, specialmente quelli del capoluogo, è a dir poco agghiacciante. Nonostante la riforma Gelmini introduca da quest'anno le ore da 60 minuti, gli orari dei treni non sono stati adattati alle esigenze degli studenti, che, è opportuno ricordarlo, costituiscono per le tratte in questione la maggioranza dell'utenza.Una realtà di fatto che non impedisce però che le loro richieste ed esigenze vengano, aldilà dei soliti proclami e promesse, nella pratica completamente ignorate sia da Trenitalia che dall'amministrazione provinciale.

La riunione svoltasi martedì 21 settembre a Sondrio tra dirigenti scolastici, rappresentanti degli studenti e organismi istituzionali deputati all'amministrazione dei trasporti si è infatti conclusa con un nulla di fatto. Totalmente trascurate, o peggio banalizzate, le proposte avanzate dagli studenti.

Si è dunque confermata la volontà di scioperare contro queste situazione kafkiana giovedì 22 settembre. La popolazione studentesca della provincia scende nuovamente in piazza dopo il successo della manifestazione tenutasi a Morbegno lo scorso 24 marzo.

Sebbene sul web impazzino le critiche ideologizzate e aprioristiche, risulta difficile ignorare la realtà dei fatti: a Sondrio, chi al giorno ha 5 ore finisce alle 13 e deve aspettare il treno per Morbegno delle 13. 38 (arrivo a Morbegno attorno alle 14), mentre chi effettua la sesta ora è costretto ad attendere quello delle 14. 38 per arrivare a Morbegno attorno alle 15.00. I più fortunati si fermano a Morbegno e nei paesi limitrofi, mentre ancora più devastanti sono le conseguenze per gli studenti che devono prendere coincidenze (pullman per i paesi montani della Bassa Valle o treno a Colico per i valchiavennaschi). La maggioranza degli abitanti in provincia lentamente sta rendendosi conto dei disagi reali recati a chi studia da questa situazione.

I Giovani Democratici, ribadendo la loro intenzione di non prestare il fianco ad accuse di strumentalizzazione di un evento spontanteo, nato come espressione non di partiti, ma di un'idea di buon senso che dovrebbe essere trasversale, e rispettando l'autonomia di pensiero e d'azione degli studenti coraggiosamente promotori di questa iniziativa, auspicano una risposta positiva e propositiva della società e delle istituzioni a quanto i ragazzi e le ragazze della provincia vogliono mettere in luce con questa azione.



Giovani Democratici di Sondrio

venerdì 2 aprile 2010

Qui in Italia NON facciamo così..



"Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così."

mercoledì 6 gennaio 2010

Craxi - Il più grande illusionista del '900


È riuscito a far sparire la fine del secolo, come i miliardi dalle banche: l’Italia è ancora negli anni Ottanta

di Antonio Tabucchi

Dieci anni fa moriva Bettino Craxi nella sua residenza tunisina. Fuggiasco, con due mandati di cattura sul capo e due condanne definitive a dieci anni per corruzione e finanziamento illecito: miliardi di lire imboscati in conti esteri. Oggi i suoi fan lo commemorano: ogni categoria ha il suo santo patrono. Il Pride ideato dalla signora sindaco di Milano partirà da quella città diretto al Senato della Repubblica. E intanto giungono i "messaggi".

Il ministro Frattini dichiara che si deve "lasciare ai professionisti delle manette la prospettiva di seminare odio e inimicizia". Dove per "professionisti delle manette" altro non si può intendere che le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza) cui lo Stato affida il compito di arrestare i professionisti del crimine. Ma se arrestare criminali pare sconveniente al ministro, è strano che faccia sapere al presidente della Repubblica che nella sua prossima visita ufficiale in alcuni paesi africani non potrà esimersi dal fare una deviazione in Tunisia per sostare in raccoglimento sulla tomba di Craxi.

Non si capisce perché un nostro ministro in carica si rechi in un paese come la Tunisia che il Consiglio d’Europa ha più volte censurato per le torture e le feroci repressioni del dittatore Ben Ali.

Altri messaggi provengono da Gianni De Michelis, già pluricondannato per corruzione (tangenti autostradali nel Veneto e scandalo Enimont), con pene sospese con la condizionale. In America un rottamato del governo Nixon non scriverebbe neppure su un giornalino dello Iowa. In Italia De Michelis merita l’attenzione della grande stampa. Cito: "La stragrande maggioranza degli italiani riconosce il ruolo politico di Craxi, cioè del più grande statista della fine del Ventesimo secolo. Grillo,Travaglio, Di Pietro rappresentano una minoranza molto esigua che esiste in tutte le società del mondo". (Repubblica, 31/12/09). Non si capisce bene con quali motivazioni De Michelis affermi che le persone da lui indicate esprimano una minoranza.

È esattamente il contrario. Nonostante la sua frequentazione delle aule di giustizia, si è dimenticato che i tribunali della Repubblica pronunciano le sentenze in nome del popolo italiano. Ma se vuole una revisione del processo a Craxi può portare le prove.

Ma a De Michelis interessano soprattutto gli statisti. Si veda la sua opera, purtroppo l’unica finora pubblicata, Dove andiamo a ballare stasera? Guida a 250 discoteche italiane, Mondadori 1988, un esemplare trattato per diventare statisti, politici e ministri. Craxi ne fu entusiasta e la preferì al socialismo liberale di Norberto Bobbio, un filosofo che gli pareva troppo scomodo e che definì fuori di testa. Forse De Michelis voleva dire un grande statistico: e infatti Craxi i 150 miliardi di introiti illeciti li suddivise con un fine senso della statistica in conti personali sparsi fra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed estremo oriente, e nel ‘98, quando la Cassazione ne dispose il sequestro, i soldi erano spariti.

Ma finalmente De Michelis esplicita i tre motivi per cui lo considera un grande statista: "Penso a come prese di petto la vicenda di Sigonella. Penso al viaggio sulla tomba di Allende nel Cile di Pinochet: in quel cimitero gli prudevano davvero le mani. Penso ai soldi dati ai movimenti di liberazione, senza andare troppo per il sottile, come fu per l’Olp di Arafat” (Repubblica, cit.).

La vicenda di Sigonella Craxi la prese di petto, eccome. Il signor Leon Klinghoffer, l’ebreo americano in carrozzella che i terroristi buttarono a mare, la prese in un altro modo. Il fatto è che per la prima volta nel dopoguerra Craxi impose alla comunità internazionale l’idea che un atto di terrorismo possa essere considerato lecito. Quanto al prurito alle mani in Cile, resta il mistero. Gli durò a lungo? Come se lo fece passare? Su un evento biografico così importante De Michelis purtroppo tace.

E infine i soldi che elargiva all’Olp di Arafat "senza andare troppo per il sottile". Viene spontanea una domanda: ma chi glielo aveva ordinato, a Bettino Craxi, di dare soldi sottobanco all’Olp di Arafat? Se fossero stati soldi di famiglia sarebbe solo un problema politico, ma dato che erano soldi di tangenti, cioè denaro sporco, la faccenda si complica. E poi: il grande statista lo sapeva che anche Arafat, i soldi, invece di usarli per la sua organizzazione li imboscava come lui su conti personali in Svizzera e in Francia?

Ma De Michelis dimentica le imprese che fanno del Nostro uno statista sui generis: per esempio la sua amicizia con Siad Barre, un sanguinario dittatore che con un colpo di Stato, dopo aver fatto fucilare intellettuali, giornalisti e oppositori, aveva instaurato dal 1969 una feroce dittatura in Somalia e che ricevette da Craxi montagne di denaro. Era la cosiddetta "cooperazione italiana". Per il solo quadriennio 1981-84, Craxi stanziò per la dittatura di Barre 310 miliardi di lire. Tralascio le armi italiane alla Somalia, oltre agli aiuti "tecnici" e le magnifiche autostrade costruite nel deserto.

Del grande statista il suo devoto dimentica poi la legge Mammì, la revisione del Concordato del 1984 con l’attribuzione dell’8 per mille alla Chiesa, il debito pubblico che da 400 mila passò a 1 milione di miliardi di lire, l’Alfa Romeo regalata alla Fiat e sottratta alla Ford che l’avrebbe pagata, le amicizie con Licio Gelli, le parole di sostegno ai generali argentini contro la Gran Bretagna durante la crisi delle Falkland. E infine la Tunisia.

Craxi la scelse come punto di fuga nel 1994. In quel paese dal 1987, con un colpo di Stato sostenuto dal nostro Sismi, aveva preso il potere un certo Zine El-Abidine Ben Ali, instaurando un regime di terrore dove sparizioni, omicidi e torture erano all’ordine del giorno. Evidentemente a Craxi piaceva, non gli prudevano le mani. Ben Ali, si noti, è "presidente" della Tunisia da 21 anni, perché "ama il suo popolo e ne è riamato", come dice la sua propaganda.

Il devoto del grande statista conclude con un messaggino al presidente della Repubblica: "Alle elezioni del ’92 cominciammo ad ospitare nelle liste del Psi alcuni miglioristi: Borghini, Minopoli, Francese. Altri, più vicini a Napolitano, saltarono solo per un’esitazione dell’ultimo secondo. Poi, venne Mani Pulite (…) Non gli tiro la giacca, il capo dello Stato sa cosa fare. Avrà un grande ruolo, perché Bettino offre a tutti una grande occasione…". Bettino offre a tutti una grande occasione. Meglio girar la testa dall’altra parte e fare finta di non avere sentito.

Ma c’è una cosa che De Michelis non può dire, ed è una cosa che fa di Craxi a suo modo un "grande". Non certo il più grande statista della fine del secolo, ma il più grande illusionista della fine del secolo. Perché Craxi, con l’aiuto dei suoi fidi, la fine del secolo è riuscito a farla sparire, come i miliardi dalle banche. Non ha imboscato solo i soldi delle tangenti, ha imboscato anche il Tempo. Dove abbia nascosto la fine del secolo, in quale remoto conto off-shore o in quale Buco Nero dell’universo non si sa, ma è sparita.

Il Novecento è finito e il nuovo secolo (anzi il nuovo millennio) si è portato via il vecchio, con la sua storia e i suoi detriti, che in occidente sono volati via dappertutto, in America come in Europa. Meno che in Italia, che probabilmente non appartiene all’Europa. Gli italiani non sono nel Duemila, sono ancora nel millennio scorso: ci sono ancora i comunisti (lo dice Berlusconi), c’è ancora ilSillabo, ci sono ancora i Servizi deviati, c’è ancora la mafia che lavora coi politici e i politici che lavorano con la mafia, c’è ancora il conflitto d’interessi, c’è ancora senza esserci l’Alitalia, c’è ancora Porta a Porta, c’è ancora D’Alema e soprattutto c’è ancora Bettino Craxi, e dunque c’è Berlusconi.

Voi siete (noi siamo) ancora negli anni Ottanta, cari connazionali, quando c’era la Democrazia cristiana, la P2, la Milano da bere e De Michelis componeva la sua fondamentale opera sulle discoteche italiane. È la notte dei morti viventi. E per fortuna siamo agli anni Ottanta, perché se va avanti (anzi indietro) così, domani potremmo leggere sui giornali: "Individuati i responsabili della bomba al tribunale o alla questura tal dei tali. Si chiamano Pietro Valpedra e Giuseppe Pinelli".

Una strada intitolata a Craxi? Ma che gli diano pure un vialone. Purché l’eventuale via che Ilaria Alpi meriterebbe ne sia a debita distanza. Dove andiamo a ballare stasera? Ma al Senato, tesoro.

lunedì 4 gennaio 2010

CENTRALI NUCLEARI & PIAN DI SPAGNA!



Produzione di
energia nucleare in Lombardia? Nel Comasco uno dei siti più appetibili, in tal caso, rischia di rivelarsi il Pian di Spagna e, più in particolare, l’area prossima alla foce del fiume Adda, nel territorio di Gera Lario a due passi dalla Bassa Valle. Giuliano Zuccoli, presidente morbegnese di A2A, gruppo milanese azionista dell’ex municipalizzata comasca Acsm - Agam, ha annunciato l’interessamento ad operare nel campo del nucleare. La necessità di grandi riserve d’acqua fa pendere la bilancia, questo il timore dei residenti, proprio nella zona dell’Alto Lago. Semplice ipotesi, per ora, ma all’estremità nord del Lario qualcuno comincia a raddrizzare le antenne, se non altro perché una vasta area alla foce dell’Adda era già stata acquistata, negli anni ’60, dalla Selni, sigla che sta per società elettro-nucleare italiana. Si trattava di una società del gruppo Montedison, costituita appositamente proprio in seguito all’acquisto di 300 mila metri quadrati di piana verde nei pressi della foce dell’Adda: all’epoca, a dire il vero, si ventilava la costruzione di un impianto termoelettrico, ma in tanti erano pronti a scommettere che sarebbe sorto un impianto nucleare. «Chi ha avuto modo di salire su qualche altura da cui si può osservare il corso dell’Adda si sarà chiesto come mai sulla vasta area circostante al delta non siano mai sorte strutture turistico-ricettive - interviene Eugenio Nonini, presidente dell’associazione ambientalista Arare - quelle fertili terre, già appartenute nel Dopoguerra a una società elettro-nucleare e in seguito rivendute, hanno mantenuto una vocazione rurale a dispetto di varie richieste di sfruttamento turistico e allora, dinanzi alla riproposta del nucleare nel nostro Paese, c’è da stare poco tranquilli».
La zona alla foce dell’Adda, secondo Nonini, risulterebbe appetibile per molteplici aspetti: «La bassa densità di popolazione, l’abbondante disponibilità d’acqua, essenziale per il funzionamento di una centrale nucleare, l’elevata presenza di linee elettriche ad alta tensione e, non ultimo, la vicinanza di un importante giacimento di uranio, quello della Val Vedello, rendono il Pian di Spagna un luogo a dir poco adatto ad ospitare una centrale e, in cambio di una contropartita allettante, anche l’ultima oasi esistente potrebbe essere svenduta e irrimediabilmente compromessa, in barba ai vincili naturalistici esistenti». Dinanzi all’ipotesi del nucleare, la presidente regionale dei Verdi, Elisabetta Patelli, si è opposta fermamente a progetti in Lombardia chiedendosi, al di là di ogni altra considerazione, dove si possa trovare, in una regione così densamente abitata, un sito adatto ad ospitare una centrale: «Il delta dell’Adda rischia di diventare l’unico sito ad hoc - ribadisce con preoccupazione Nonini - . Rivolgo pertanto un appello accorato a tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente e alla stessa Elisabetta Patelli, affinché vigilino il Pian di Spagna».
Tra gli amministratori locali in carica, Lauro Riva, considerata la lunga milizia, è senza dubbio quello che meglio ricorda i fatti del passato, anche in merito alla vasta piana verde prossima alla foce dell’Adda: «Quei terreni, appartenenti all’epoca a piccoli proprietari, negli anni ’60 vennero acquistati dalla Selni, società costituita appositamente da Montedison per realizzare un impianto termoelettrico - di quello, almeno, si parlava - in Alto Lario.
Il progetto non venne poi concretizzato e negli anni ’70 l’intera area, di 300 mila metri quadri, passò a una grossa società immobiliare, LV2, interessata a costruirvi un grande villaggio turistico - ecologico che avrebbe probabilmente fatto la fortuna di Gera e del territorio. Venne redatto il progetto e furono concordate anche le convenzioni: la società si impegnava a cedere la proprietà dei terreni alla comunità montana, garantendosi il diritto di superficie per 99 anni». Anche questo progetto non andò in porto e la proprietà delle aree è rimasta della LV2, che col tempo ha cambiato varie denominazioni.
«A distanza di cinquant’anni curiosamente alla foce dell’Adda si torna a parlare di nucleare - commenta Riva - . Noi siamo svizzeri al rovescio: anche loro fanno referendum, ma non sulle centrali nucleari come abbiamo fatto noi, votando contro e pagando poi a caro prezzo l’energia alla Francia, con le centrali a ridosso dei nostri confini. Chernobyl continua a farci paura, ma in realtà le centrali di nuova generazione sono super-sicure (?????) e darebbero anche lavoro a molte persone (????). Sull’ipotesi di centrale alla foce dell’Adda, tuttavia, nutro anch’io qualche perplessità: siamo all’interno della riserva naturale Pian di Spagna e non occorre essere ambientalisti per ravvisare qualche incompatibilità».
Per ora quindi l’ipotesi non riscuote i favori della gente e gli ambientalisti si stanno muovendo in anticipo, per cercare di arginare possibili sviluppi.

(www.laprovinciadisondrio.it)

sabato 2 gennaio 2010

venerdì 7 agosto 2009

La guerra delle Lettere..

Sertori vs Bordoni

Bordoni vs Sertori

ExBadanteProvera vs Assistiti

Crosio vs PDL

De Stefani vs Bordoni vs PDL


AVANTI C'E' POSTO!

Casa dello Studente, è stata ripristinata la legalità!


Il movimento dei Giovani Democratici accoglie con favore il pronunciamento del Tribunale di Milano che ha bocciato in maniera chiara il bando per l'assegnazione di alloggi per studenti universitari nella struttura Provinciale di Milano. E' stata ripristinata la legalità, stabilendo una volta per tutte che non ci sono studenti universitari di Serie A e di Serie B. Per accorgersi del carattere discriminatorio di questa “norma anti-stranieri” sarebbe bastato rileggersi il DPR del 31 agosto 99 (che riportiamo qui sotto) che regola nettamente la questione stranieri-università italiane.


"Gli studenti stranieri accedono, a parità di trattamento con gli studenti italiani, ai servizi e agli interventi per il diritto allo studio di cui alla legge 2 dicembre 1991, n. 390, compresi gli interventi non destinati alla generalità degli studenti, quali le borse di studio, i prestiti d'onore ed i servizi abitativi, in conformità con le disposizioni previste dal vigente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato ai sensi dell'art. 4 della stessa legge n. 390 del 1991" ("Decreto del Presidente della Repubblica 31 Agosto 1999, n. 394")


Visto che ci ha chiamati in causa, invitiamo, inoltre, l'associazione CCVa a una maggiore attenzione in quanto il loro comunicato stampa contiene numerose inesattezze prima fra tutte la presunta assenza di persone straniere che avessero presentato domanda. Il caso è scoppiato proprio perché un giovane egiziano si era visto negare la possibilità di alloggio. Sorprende che l'assessore ai Trasporti e alla Cultura, nonchè deus ex machina della suddetta associazione, non sia pienamente informato sui fatti. Tralasciamo poi i vari proclami pseudo-xenofobi sui respingimenti e la confusione sui gradi di discriminazione.


Chiediamo alla Provincia di mettere in atto provvedimenti seri e concreti a favore dei Giovani Valtellinesi e Valchiavennaschi. La questione carta sconto treno dov'è finita? Per quanto ancora i giovani universitari della Provincia di Sondrio dovranno essere trattati come turisti dell'istruzione? Noi aspettiamo e invitiamo l'ente qualora prospettasse nuove misure a consultare le associazioni giovanili al fine di evitare costosi e inutili pastrocchi come la carta sconto annuale (prima sbandierata e poi cancellata visti i risultati fallimentari).


Giovani Democratici della Provincia di Sondrio.

giovedì 6 agosto 2009

domenica 2 agosto 2009

PROVERA E L'IPOCRISIA


"Massimo (Sertori) però ha richiesto nuovamente la mia collaborazione, aveva accettato di candidarsi presidente a patto che gli stessi vicino"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
BADANTE PART-TIME PER PRESIDENTE PART-TIME

"Ho quindi detto di sì, ma bisognava trovare un altro modo per darmi un incarico ufficiale nello staff del presidente perchè come avrei potuto andare a Roma, piuttosto che Bruxelles a parlare della Valtellina con che ruolo, quello di europarlamentare? Serviva un incarico istituzionale burocratizzato"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
EUROPARLAMENTARE? CONTRORDINE! NON PUO' PARLARE DI VALTELLINA!
SERVE UN ALTRO INCARICO!

"Purtroppo essendo io laureato, secondo la burocrazia, il mio profilo poteva essere inquadrato nel ruolo dirigenziale, stipendio minimo 14.500 euro. Ripeto questa l’unica possibilità, peraltro prevista dalla legge, per entrare nello staff del presidente"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
PROPONIAMO A SERTORI E A PROVERA IL PIANO TARIFFARIO TELEFONICO YOU&ME
(CHIAMI GRATIS AL TUO NUMERO PREFERITO E COSTA MOLTO MENO DI 14500 EURO)

"Vorrei poi sottolineare che se fossi diventato, come poteva essere in un primo tempo, vice presidente della Provincia o assessore, avrei percepito di più"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
E SINDACO DI CEPPALONI, NO?

"Che poi sia il Partito Democratico a dare lezioni è ridicolo soprattutto se a darle è quell’ipocrita del segretario provinciale Angelo Costanzo che è nel cda dell’Aler"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
DE GIANNI= ALER, BORSA ELETTRICA,SECAM

"Altro ipocrita è Giacomo Ciapponi che chiede di utilizzare i giovani e allora dica a Costanzo di dimettersi e mettere alla guida della segreteria un giovane di bottega"
("Fiorello Provera - Il Giorno - 2/08/2009")
CHIEDIAMO ALL'EUROPARLAMENTARE PROVERA DI INTERCEDERE PRESSO BOSSI E PRESTARCI IL GIOVANE DI BOTTEGA, NONCHE' TROTA, RENZO..

sabato 1 agosto 2009

LEGA LADRONA!

L’Europarlamentare Provera assunto come dirigente dall’Amministrazione Provinciale.
Sertori sotto tutela del “badante”.

Il Presidente Sertori compie un atto inaudito che non ha precedenti istituzionali in provincia di Sondrio assumendo nel suo staff, come dirigente dell’Amministrazione Provinciale, l’Europarlamentare Fiorello Provera. L’incarico del “Dirigente” Provera sarà quello di: “coordinatore e referente dei rapporti istituzionali per la presidenza“. L’ex Presidente si fa assumere per fare da “badante” al nuovo Presidente. Profeta è stato l’autore dello slogan “Vassallo e Feudatario” che era comparso sui manifesti della campagna elettorale delle elezioni provinciali di Sertori. Un Europarlamentare, ex Presidente che si fa assumere da una Pubblica Amministrazione per coordinare i rapporti istituzionali è una cosa mai vista! Un Europarlamentare che è già pagato, nelle funzioni del suo mandato, per esercitare un ruolo di rappresentanza istituzionale che gli elettori gli hanno attribuito. Un atto che delegittima e sminuisce Sertori, ma soprattutto l’istituzione che presiede. Un Presidente che viene posto sotto tutela politico-istituzionale. Un Presidente che delega il ruolo principale che dovrebbe rivestire, quello dei rapporti istituzionali, è un segnale di forte debolezza. È compito del Presidente Sertori, eletto direttamente dai cittadini, rappresentare istituzionalmente la provincia! Se serviva un vero Dirigente perché assumere un noto politico e non rivolgersi al mercato del lavoro dove sono molti i laureati che potrebbero rivestire quel ruolo? Il “Dirigente” Provera farà il Dirigente di una Pubblica Amministrazione oppure farà da supplenza politica alle debolezze di Sertori e agli equilibri interni della Giunta Leghista? Un Presidente che dopo il pasticcio della giunta, con l’esclusione del PDL, con questo atto istituzionale appare sempre più indebolito politicamente e sotto sorveglianza speciale di un “Dirigente” Europarlamentare. L’assunzione come Dirigente al 25% garantirà a Provera un compenso di € 14.500,00, tredicesima compresa, e la possibilità d’utilizzare l’autista e altri benefit dell’amministrazione provinciale. Un atto degno di nota da inserire nel libro “La CASTA” e “LA DERIVA” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. I cittadini Valtellinesi e Valchiavennaschi devono sapere che questo è il metodo con cui Sertori sta esercitando il ruolo di Presidente dell’Amministrazione Provinciale e Provera quello di Eurodeputato. Il Partito Democratico auspica una ferma presa di distanza anche dalle altre forze politiche ed in particolare dal PDL sino ad oggi umiliato dalle scelte leghiste. Il Partito Democratico chiede al Presidente Sertori di ritirare immediatamente questo provvedimento che getta un ombra sulla gestione amministrativa e politica dell’Amministrazione Provinciale.

giovedì 18 giugno 2009

SICUREZZA?

Manifestazione a Sondrio contro il decreto anti-intercettazioni

Sabato 20 giugno dalle 11.00 alle 12.00 davanti al Tribunale di Sondrio.

Le scalate editorial-finanziarie dell'estate del 2005, quella dei "furbetti".
Il crack Parmalat con le truffe ai danni dei piccoli risparmiatori.
La clinica santa Rita di Milano, dove alcuni medici senza scrupoli eseguivano trapianti a fini di lucro.
Sono tre esempi di vicende che i cittadini italiani conosceranno con grande ritardo - o non conosceranno affatto - se diventerà legge il pericoloso testo votato ieri dalla Camera. Tre esempi che dicono anche come non c'entri nulla la nobile bandiera della riservatezza, innalzata da governo e maggioranza.
Il disegno di legge sulle intercettazioni, sul quale viene posta l'ennesima fiducia per l'evidente timore del governo dei contrasti dentro la maggioranza, contiene norme che limiteranno in maniera drastica la possibilità per le forze dell'ordine e la magistratura di utilizzare le intercettazioni come strumento d'indagine e rappresenta un vero e proprio regalo alle mafie ed all'illegalità.
La tanto decantata politica sulla sicurezza ha prodotto finora solo norme persecutorie contro gli immigrati e forme di privatizzazione della sicurezza inefficaci e pericolose come le ronde. Ora, con questo disegno di legge si dà un gravissimo colpo all'attività di indagine nei confronti di tutte le forme di criminalità, a partire da quelle contro mafia 'ndrangheta e camorra, che non sono affatto escluse dalle limitazioni poiché tali reati non sono sempre immediatamente riconoscibili e ad essi si giunge il più delle volte attraverso indagini su reati minori.
Se il Ddl dovesse essere convertito in legge, sarà molto più difficile perseguire reati come l'usura, le estorsioni, le truffe, la corruzione e quelli legati in genere alla criminalità economica, nonché i delitti contro l'ambiente e tante fattispecie contro la persona. Un regalo alle mafie ed all'illegalità dal momento che le intercettazioni sono uno strumento che serve a creare la prova e diventano molto meno efficaci se possono sopraggiungere solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza.
Inoltre, sebbene sia giusto tutelare il diritto alla privacy ed evitare abusi, non si può limitare la libertà di informazione ed il diritto dei cittadini ad essere informati, essendo questo un carattere costitutivo della democrazia che oggi, con il bavaglio che si vuol mettere alla stampa, rischia di venire fortemente colpito.

Firmato: Cittadine e cittadini della provincia di Sondrio per la legalità e la difesa della democrazia


I GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI SONDRIO APPROVANO E SOSTENGONO QUEST'IMPORTANTE MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELLA LEGALITA' E DEL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE.



Per fare buona politica non c'è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie: la buona fede, la serietà e l'impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l'essere un buon affare.


Piero Calamandrei