sabato 5 dicembre 2009

No B DAY

IGNAZIO MARINO
"E' importante essere qui, perché in questa piazza c'è tanta parte di Italia che è contro il Governo che sta distruggendo il nostro paese". Lo ha detto Ignazio Marino, presente alla manifestazione del No B Day. Per quanto riguarda le polemiche sulla presenza del Pd alla manifestazione, Marino ha osservato: "Siamo in tanti qui del Pd, quasi tutti. La sensazione che abbiamo difficoltà con queste manifestazioni è in larga parte costruita".

ROSY BINDI
"Oggi siamo qui ad ascoltare e non siamo frustrati". Lo dice la presidente del Partito democratico, Rosy Bindi, presente al 'No-B day', a chi le chiede della mancata presenza ufficiale del partito. In effetti nel corteo non sono presenti simboli e bandiere del Pd. Quanto all'adesione dei democratici, Bindi osserva: "Il fatto che sia qui io, che sono il presidente del partito, vuol dire che le divisioni sono superate. Se poi Di Pietro anziché continuare ad attaccare noi cambiasse andrebbe anche bene".

PIERLUIGI BERSANI
Noi guardiamo con speranza alla manifestazione di sabato, una manifestazione di cittadini e non di partiti, e, nell’assoluto rispetto dell’autonomia del movimento che tutti devono garantire, militanti e dirigenti del nostro partito parteciperanno. Per noi la cosa più importante è che tutte le forze politiche e i movimenti che si oppongono al centrodestra trovino l’unità sufficiente per dare forza e credibilità all’apertura di una fase nuova nella vita del Paese.

domenica 22 novembre 2009

Jonny Crosio, IL MIGLIOR PARLAMENTARE DEGLI ULTIMI 150 ANNI.


giovedì 19 novembre 2009

ACQUA BENE PUBBLICO!

domenica 15 novembre 2009

Diritto di Satira



ad berlusconam

Il ddl si intitola testualmente "Misure per la tutela del cittadino". Non ci resta che scoprire chi è.

Berlusconi illustra il processo breve: "Prrr".

Roberto Saviano scrive una lettera a Berlusconi: "Ritiri la legge e si lasci processare". Non mi aspettavo questa svolta fantasy.


[www.spinoza.it]

venerdì 13 novembre 2009

BUONANOTTE, ITALIA

martedì 10 novembre 2009

I misteri di "quelli che hanno ripulito Napoli"


Saviano:
"Verità che arriva in ritardo tutti sapevano, ora si metta da parte"


ROMA - "Ho pensato subito "non mentivamo". Tutto quello che abbiamo scritto in questi mesi viene confermato da questa richiesta della magistratura". Roberto Saviano commenta così, in un'intervista a Radio Capital, la richiesta di arresto per Nicola Cosentino. "La cosa dolorosa è che Nicola Cosentino è stato per anni una colonna portante del centro destra in Campania e soltanto ora ci si accorge che aveva dei legami con il clan dei Casalesi. Come è possibile questo ritardo? Perché andava bene quando era solo sottosegretario e adesso che si è candidato alla presidenza della regione crea questo allarme?".

Cosa vuol dire?
"Chi segue da tempo le cose di camorra, sa che Nicola Cosentino ha avuto sempre un ruolo attivo in quel territorio. Un suo fratello, infatti, è sposato con la sorella di Giuseppe Russo cioè Peppe il Padrino, esponente del clan dei Casalesi e della famiglia Schiavone".

E se il Parlamento dovesse respingere questa richiesta della magistratura?
"Cosentino dovrebbe farsi da parte o comunque rinunciare all'immunità parlamentare, come ha promesso. Vediamo se la sua era una parola d'onore o una parola, come direbbe Leonardo Sciascia, da mezzo uomo".

Proprio due giorni fa Cosentino ha detto: "Sto dalla parte di Saviano e di Don Peppe Diana, contro i clan".
"Lo fa solo per la volontà di confondere le acque e soprattutto di evitare un conflitto che potrebbe danneggiarlo. Nicola Cosentino, non ha mai fatto antimafia, mai. Non è mai stato presente in prima linea nelle battaglie contro le organizzazioni criminali. Mi ha sempre colpito che Casal di Principe abbia tre parlamentari: una realtà di 20 mila persone riesce ad esprimere tre parlamentari. Nessuno dei tre ha mai portato avanti una battaglia contro le organizzazioni criminali. Che sia chiaro, se vieni da quella realtà, con un fortissimo clan presente sul territorio, in cui centinaia di persone sono state condannate per associazione mafiosa, è necessario che la politica risponda nell'immediato".

lunedì 9 novembre 2009

Ich Bin Ein Berliner



« Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum. Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire 'Ich bin ein Berliner.' Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole 'Ich bin ein Berliner!' »

Per fare buona politica non c'è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie: la buona fede, la serietà e l'impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l'essere un buon affare.


Piero Calamandrei